CALABRIA IONICA settembre 2021

CALABRIA IONIOCA nella terra della MAgna Grecia

 

FORMULA VILLAGGIO MARE ALL INCLUSIVE NEL GOLFO DI SQUILLACE + ESCURSIONI

 

PROGRAMMA

DOMENICA 13/09 CARCARE-CIVITA DI BAGNOREGIO-CASSINO

Ritrovo dei Sig Partecipanti nei luoghi ed agli orari previsti.

Sistemazione su bus GT a partenza. Percorso autostradale con opportunr soste di cortesia in autogril. Arrivo a Civita di Bagnoregio, "la città che muore". Uno scrignmo che contiene 2500 anni di storia. Nel suo glorioso passato il centro abitato era più grande ma frane e terremoti hanno sgretolato palazzi, torri e porte di ingresso al borgo che erano ben cinque; oggi ne rimane una sola "Porta Santa Maria", unico accesso possibile al paese e posta alla fine del mirtico ponte. Oggi è la festa patronale del S.S Crocifisso e la festa della tonna, il palio delle contrade, pertanto pranzo libero per degustare le specialità gastronomiche del borgo. Proseguimento autostradale sino a Cassino, arrivo in hotel, cena e pernottamento.

 

LUENDI' 14/09 CASSINO -GOLFO DI SQUILLACE

Prima colazione in hotel. Ripresa del viaggio con percorso autostradale sino ai dintorni di Cosenza. Pranzo in ristorante / agriturismo e proseguimento del viaggio sino al golfo di Squillace.

INIZIO DELA NOSTRA VACANZA IN VILLAGGIO

 

MARTEDI' 15/09 GOLFO DI SQUILLACE

INTERA GIORNATA IN VILLAGGIO : MARE, PISCINA, RELAX

 

MERCOLEDI' 16/09 : LA SILA : LORICA-LAGO ARVO-SAN GIOVANNI IN FIORE

Prima colazione in villaggio. Incontro con la guida e partenza per l'altopiano della Grande Sila con visite alla cittadina di LORICA, proseguimento al LAGO ARVO, escursione in battello.

 Il lago Arvo è il secondo in grandezza dopo il Lago Cecita, è un lago artificiale che si trova nella provincia di Cosenza, fra i monti Melillo e Cardoneto, a ridosso del comune di San Giovanni in Fiore. È in comunicazione con il lago Ampollino attraverso una condotta forzata in galleria e per le sue caratteristiche si presta bene a gare di canottaggio. Venne realizzato in un'area paludosa, mediante sbarramento tramite diga in terra compatta ed è unica nel suo genere in Calabria, in quanto realizzata non in cemento armato e calcestruzzo, ma in argilla e terra compatta. All'epoca della sua realizzazione (fu completata nel 1932) era la più lunga e grande diga costruita in Italia. Il progetto della diga, completamente innovatore per quell'epoca, poté essere attuato grazie alle caratteristiche del bacino idrico, meno ripido rispetto agli altri bacini silani, e quindi esercitante una minor pressione sulla diga stessa. La diga e tutto il suo complesso vennero inaugurati dai principi Umberto di Savoia e Maria José nel 1932. Nelle sue acque vivono trote, persici reali, anguille, cavedani, tinche ed è possibile avvistare, tutte le stagioni dell'anno, il Gabbiano reale, che risale dalle marine fino al cuore della Sila, attraverso le valli dei fiumi. Altri uccelli frequenti sono lo Svasso maggiore, il Germano reale, la Folaga, l'Airone cenerino e pur se di rado, durante i periodi migratori, sono stati avvistati anche il Falco pescatore e il Cavaliere d'Italia. Nei vasti boschi circostanti al lago vivono il Lupo, il Capriolo, il Cinghiale, la Martora, il Tasso, la Volpe, la Faina, il Picchio nero, la Poiana, l'Astore e tante altre diverse specie tipiche dell'ambiente silano. Le prime testimonianze umane in Sila risalgono all’homo erectus e sono state individuate proprio sulle sponde di questo lago. Pranzo in ristorante / agriturismo
Nel pomeriggio arrivo a SAN GIOVANNI IN FIORE , il più antico , vasto e popolato centro abitato della Sila, ai piedi del Monte Nero, su un ripido pendio che sovrasta la confluenza dei fiumi Neto e Arvo. Il centro urbano, che sorge nelcuore della Sila Grande, è corcondato da montagne visita all'Abbazia FlorenseL’Abbazia Florense è il monumento più importante di S. Giovanni in Fiore, simbolo stesso del paese silano. Fondata nel 1189 dall’abate Gioacchino da Fiore fu più volte ristrutturata ed ampliata nel corso degli anni, anche se conserva molti elementi originali come il portale di ingresso ed i rosoni lobati simbolo tipico dell’Ordine Gioachimita. L’Abbazia, oltre ad essere è uno dei più grandi edifici religiosi della Calabria, è l’emblema di una tradizione culturale e spirituale il cui nome è legato alla figura dell’abate Gioacchino da Fiore. Gioacchino da Fiore grande profeta rivoluzionario e uomo di profonda fede, nacque a Celico in provincia di Cosenza tra 1130 e il 1135, in una ricca famiglia borghese che le permise di studiare nei più famosi monasteri del territorio. Gioacchino scelse questo luogo per costruire la sua Abbazia poiché lo considerava un territorio tranquillo e in grado di trasmettere spiritualità. In questi anni il monaco maturò l’ordine florense che venne poi riconosciuto e approvato dal papa Celestino III nel 1196.La chiesa, edificata in stile romanico, trasmette semplicità e potenza. Dal portale gotico si accede alla navata unica allungata in pietra nuda e priva di decorazioni, culminante con l'abside quadrangolare la cui parete di fondo presenta un tema di trafori in sette aperture, riferibile secondo alcuni studi alla teologia della Trinità di Gioacchino, che conferiscono una sorprendente atmosfera orchestrata da uno straordinario gioco di luci e ombre. L’altare è in stile barocco e presenta una statua lignea di San Giovanni Battista.Alla destra dell’altare, una scalinata porta alla cripta con l’urna delle spoglie di Gioacchino da Fiore, mentre alla sinistra, su un altare, una teca custodisce il corpo ricostruito dell’Abate. In una piccola laterale sono esposte litografie del meraviglioso Liber Figurarum, raccolta di teologia figurale simboleggiante il profetico pensiero di Gioacchino da Fiore.In origine il complesso monastico, oltre all’Abbazia, comprendeva una serie di edifici come officine, cucine, falegnameria, ricovero degli attrezzi e altri edifici per il riposo e per il ricovero di chi qui arrivava. Nelle ampie sale dell'abbazia è oggi ospitato il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, aperto nel 1982 che si propone di produrre ricerche e pubblicazioni sulla figura dell'abate Gioacchino, e dei suoi studi. Il Centro si propone di sviluppare l'interesse per gli studi e le ricerche dell'abate calabrese, divenuto insieme a Dante Alighieri e San Francesco d'Assisi, l'autore più studiato della cultura nazionale italiana.
Rientro in villaggio, cena e pernottamento.
 

GIOVEDI' 17/09 : SAN FLORO 

Prima colazione in villaggio. Incontro con la guida e partenza per San Floro che dal 1300 al 1700 era considerata la capitale europea della seta e conserva telai antichi e moderni , costumi d'epoca, tinte naturali. Poco distante le strutture per l'allevamento del baco da seta.  Il piccolo borgo San Floro, che rientrava nel territorio della colonia magno greca di Skylletion (Squillace), è una cittadina collinare che domina la Valle del Corace che grazie alla sua posizione geografica offre un paesaggio ricco di bellezze naturali. Il museo della Seta di San Floro è allestito all’interno delle mura del Castello Caracciolo, che domina la valle del Corace. Le pietre della struttura, risalente presumibilmente al 1400, custodiscono gelosamente i cimeli della storia sericola calabrese, avente come protagonista la città di Catanzaro, considerata tra il 1300 e il 1700 capitale europea della seta. Nella prima sezione sono conservati i costumi d’epoca, damaschi catanzaresi, paramenti sacri damascati e l’archeologia industriale tessile. In un’altra sezione sono esposti manufatti in seta greggia contemporanei, distinti per lavorazione all’uncinetto e tessuti al telaio antico a 4 licci. La terza sezione è dedicata al gelso, al baco da seta e alle fibre naturali. È presente anche un’area riservata alle tinture naturali, con un ricco assortimento di campioni di seta colorati con papavero, cipolla di Tropea, radice di robbia, margherita di campo, iperico e mallo di noce. Di recente allestimento è la sezione relativa alla seta nel mondo, con l’esposizione di tessuti e costumi tradizionali di Paesi che hanno uno stretto legame con la cultura serica, come Francia, Thailandia, India. Nell’ultima sezione è possibile vedere da vicino i telai, antichi e non, su cui tuttora i ragazzi della Cooperativa Nido di Seta tessono i preziosi manufatti. Un meraviglioso intreccio tra passato, presente e futuro.

Rientro in villaggio, cena e pernottamento.

 

VENERDI' 18/09 : VILLAGGIO

INTERA GIORNATA IN V ILLAGGIO : MARE, PISCINA, RELAX

 

SABATO 19/09 STILO

Prima colazione in villaggio. Incontro con la guida e partenza per STILO

La città di Stilo è simile allle costruzioni sacre che sorgevano nel Peloponneso, in Armenia e in Antolia, una meraviglia di per sé: più di ogni documento, la sua posizione arroccata sulla fiumara a guardia del mare Ionio ci racconta della straordinaria vicenda di questo luogo, che interpreta e rappresenta quella di tutta la Calabria. Le testimonianze delle culture, che hanno segnato nei millenni la storia di questa terra, si ritrovano a Stilo e nei suoi dintorni: dalla colonizzazione greca della costa, agli insediamenti monastici del periodo bizantino, ai monumenti del periodo rinascimentale e barocco fino alla straordinaria vicenda della nascita dell’industria del XIX secolo, così sembra che su questa parte della Calabria si sia voluto quasi concentrare il meglio che questa regione poteva esprimere in termini di cultura, religione, arte e scienza.
Posta a 400mt sul livello del mare e alle spalle della quale si erge la ripida parete del monte Consolino, Stilo si ritiene fondata nel VII secolo dai profughi di una mitica città marittima.

LA LEGGENDA DELLA NASCITA DI STILO

La leggenda…narra che, per trovare scampo alle continue incursioni, con conseguenti saccheggi e distruzioni, che subivano spesso da parte dei feroci e predoni Saraceni, i pacifici abitanti, di questa ex colonia greca, si rifugiarono in massa ai piedi del monte e là fissarono la loro stabile dimora, denominandola Stilida (o forse Cocinto). Intorno ad essa costruirono altissime mura, per rendere quel luogo inespugnabile. Per consentire l’accesso e l’uscita dal paese furono costruite cinque grandi porte, che di notte venivano ermeticamente chiuse dall’interno. Dette porte vennero denominate: Porta Stefanina, porta Reale, porta Cacari, porta Scanza li Gutti e Porta Terra. Ma anche qui i pacifici abitanti vennero spesso molestati e insediati, e se non fosse stato per la loro vigile e costante solerzia, nonché per l’inespugnabilità del luogo, Turchi e Saraceni avrebbero avuto la meglio su di loro. In un epoca non bene precisata, continua la leggenda, i Turchi sbarcarono in marina più agguerriti che mai e tentarono più volte l’assalto; ma resisi conto dell’impossibilità di poter portare a buon fine l’impresa con le armi, decisero di costringere la popolazione ad arrendersi per fame: posero i loro accampamenti fuori le mura di cinta e con un continuo lancio di pietre e dardi, costringevano quella gente a stare per giorni e giorni, inoperosa a difendersi. Un mattino però, mentre gli uomini più stanchi del solito vigilavano ai loro posti di combattimento e le donne e i bambini se ne stavano rinchiusi in casa morti di fame e di paura, ecco affacciarsi ad ogni porta un giovane guerriero, bello e imponente di aspetto, che con fare autoritario ordinò alle donne di non allattare, quel giorno i loro figli e di raccogliere tutto il latte dei loro seni, in recipiente di rame.Con tutto quel latte, il giovane preparò delle polpette di ricotta e cominciò a scagliarle, ancora fumanti, contro l’accampamento nemico. I Turchi a quella vista, pensarono subito che se gli abitanti del monte, potevano permettersi il lusso di sprecare tutto quel cibo, chissà quanti giorni avrebbero resistito ancora all’assedio, così tolsero le tende e se ne tornarono nelle loro terre. Visto allontanarsi il nemico, tutti gli abitanti si diedero a cercare quel guerriero al quale dovevano la loro salvezza. Ma di quel giovane non era rimasta neanche l’ombra. Allora tutti furono indotti a credere che quel inatteso aiuto era venuto loro dal cielo e che quel giovane non era altro che San Giorgio.Da quel momento il Santo fu proclamato protettore del paese.

Visita alla Cattolica dei Greci considerato un capolavoro dell'architettura Bizantina. Rientro in villaggio per il pranzo. Pomeriggio in libertà. Cena e pernottamento.

 

DOMENICA 20/09 : SQUILLACE

Prima colazione in villaggio. Incontro con la guida per  la visita al Parco Archeologico di  Scolacium.

Il Parco racconta la storia di Skylletion,  città della Magna Grecia, che divenne una prospera colonia romana, Scolacium. L’area, oggi espropriata, faceva parte dei possedimenti dei baroni Mazza e, prima ancora, dei Massara di Borgia, proprietari di un’azienda per la produzione di olio. Il sito è immerso in un uliveto secolare che costituisce il polmone verde della provincia di Catanzaro. I ritrovamenti nell’area del Parco testimoniano una frequentazione fin dal paleolitico inferiore e superiore. Poco noto è l’insediamento greco. La leggenda racconta che fu Menesteo, re di Atene,  l’ecista di Skylletion;   in realtà la fondazione risale al VI-V secolo a.C. a opera di coloni greci provenienti da Atene o da Crotone. Il luogo prescelto, posto lungo la rotta dell'istmo, sulla costa ionica e a presidio del Golfo di Squillace, era strategico per il controllo dei percorsi terrestri e fluviali e per i commerci con tutto il  bacino del Mediterraneo. La colonia romana di Scolacium, con i suoi imponenti resti, è la protagonista del percorso di visita e rappresenta un unicum nel panorama archeologico calabrese. Dedotta nel 123-122 a.C., fu interessata da interventi di sistemazione della parte urbana e dell’intero territorio attraverso la divisione delle parcelle coltivabili (centuriazione).Essa prosperò fino alla rifondazione da parte dell’imperatore Nerva, quando assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium e venne ulteriormente monumentalizzata. Oggi è possibile visitare il Foro, con la sua singolare pavimentazione in laterizio che non ha eguali in tutto il mondo romano e i resti di alcuni edifici, tra cui la Curia, il Cesareum e il Capitolium. Poco distante dalla piazza è il teatro da 3.500 posti, adagiato, alla maniera greca, su una collina naturale e i resti dell’unico anfiteatro romano in Calabria. La città era anche dotata di terme, due acquedotti, fontane e necropoli. La vita della colonia terminò intorno al VII-VIII secolo d. C.,  quando la popolazione si spostò,  prima sulle alture del teatro e poi fino all’odierna Squillace, a causa di fenomeni di impaludamento che rendevano l’area inospitale. Il Parco conserva resti architettonici che testimoniano la frequentazione del sito fino al XII secolo: l’imponente basilica normanna, che accoglie e stupisce i visitatori e che suggerisce l’importanza del luogo, nodo cruciale per le vie di comunicazione e per i rapporti con il territorio, anche in epoca medievale. All’interno del Parco è Il Museo dove sono esposti i risultati delle campagne di scavo con un allestimento che ripercorre la storia della città attraverso reperti che documentano la vita antica sotto ogni aspetto. Il museo conserva un importante ciclo statuario e di ritrattistica romana. Si segnala, infine, uno straordinario manufatto: l’avambraccio colossale in bronzo. La visita si conclude con un interessante percorso di archeologia industriale: ancora intatto, difatti, il Frantoio, costruito nel 1934 dalla famiglia Mazza.
Rientro in villaggio per il pranzo. Nel pomeriggio visita libera (facoltativa) si SQUILLACE per acquisti di prodotti tipici e souvenirs. Rientro in villaggo , cena e pernottamento.
 

LUNEDI' 21/09 : SQUILLACE-FABRO

Carico bagagli e colazione. Inizio del viaggio di ritorno in percorso autostradale con opportune soste di cortesia e pranzo libero in autogril. Ripresa del viaggio sino a FABRO. Arrivo in hotel, assegnazione camere, cena e perrnottamento.

 

MARTEDI' 22/09 : FABRO - CITTà DELLA PIEVE-VALBORMIDA

Prima colazione in hotel. Incontro conla guida e partenza per la visita di CITTA' DELLA PIEVE. Città notoriamente costruita in mattoni è il luogo di nascita di Pietro Vannucci detto il PERUGINO. La notorietà della città è legata ai suoi vicoli e al ex convento di Sant'Agostino dove è stata girata per anni la fiction televisiva "Carabinieri". Al termine pranzo in ristorante/agriturimo. Ripresa del viaggio con arrivo nei luoghi di partenza in serata.

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE IN DOPPIA : € 1250,00

SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA         : €  200,00

3^ LETTO  3/13 ANNI  N.C.               : €   950,00
3^ LETTO  DAI 13 ANNI                   : €  1185,00
LA QUOTA COMPRENDE
Pensione completa in villaggio 4**** dalla cena del 14/09 alla colazione del 21/09
Sistemazione in hotel 3***s a CASSINO (o dintorni) il 13/09 in ½ pensione b.i.
Pranzo in ristorante /agriturismo il 14/09 b.i.
Pranzo in ristorante/agriturismo sulla SILA il 16/09 b.i.
Sistemazione in hotel 3***s a FABRO (o dintorni ) il 21/09 in ½ pensione b.i.
Pranzo in ristorante / agriturismo a CITTA’ DELLA PIEVE il 22/09 b.i.
Visite guidate sulla SILA ai paesi di LORICA-S.G. IN FIORE- LAGO ARVO
Visite guidate di : SAN FLORO – STILO- SQUILLACE – CITTA’ DELLA PIEVE
Assicurazione medico-bagaglio
Accompagnatore di Agenzia
La quota non comprende
Ingressi ai luoghi di visita ove previsti – mance – facchinaggio – extra di carattere personale TASSA DI SOGGIORNO DA PAGARSI IN LOCO e tutto quanto non specificato alla voce “ la quota comprende”
POLIZZA ANNULLAMENTO VIAGGIO da richiedersi contestualmente all’iscrizione
IL VILLAGGIO
E’ un moderno resort internazionale situato sul miglior tratto della costa jonica calabrese: il meraviglioso Golfo di Squillace. Tutte le camere sono dotate di servizi privati con; doccia, asciugacapelli, aria condizionata, minifrigo, cassaforte, tv e telefono.
VILLAGGIO “All inclusive” che comprende consumazioni libere  presso i bar della struttura dalle 10,00 alle 24,00 e includono: vino, birra, caffetteria, acqua, succhi varie bibite gasate, scelta di cocktail alcolici e analcolici ecc……..
RISTORAZIONE: Colazione, pranzo e cena con servizio a buffet che consente il massimo della liberta’ e creativita’ nell’abbinare i sapori e la quantita’ al proprio gusto personale; ogni giorno viene proposta ampia scelta di antipasti, primi, secondi, contorni, pizza, frutta e dolci; a disposizione acqua microfiltrata, vino bianco e rosso della casa con disponibilita’ a pagamento di vini locali e nazionali
PISCINE: Due grandi piscine attrezzate di cui una ospita tutte le attivita’ con spazi per adulti e per bambini e l’altra per chi ama la tranquillita’
SPIAGGIA:Ampia spiaggia di sabbia privata distante 300 metri dal corpo centrale con percorso pedonale privato nel palmeto privo di attraversamenti stradali e attrezzata con ombrelloni sdraio e lettini a partire dalla seconda fila. Snack bar in legno con terrazza panoramica ,docce e servizi.
ANIMAZIONE: Music bar, anfiteatro, discoteca azionati dall’equipe di animazione per vivere un clima di allegria e condivisione.
PARTENZA GARANTITA CON 25 PARTECIPANTI

 

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