TREKKING in SALENTO 12 e 26 settembre

Passo dopo passo, per 138 km, alla scoperta del Salento più autentico. Il Cammino del Salento è strutturato in sei tappe, da Lecce fino al Santuario de Finibus Terrae, situato a Santa Maria di Leuca: la fine del mondo, estremità della terra che si fa penisola, tra lo Ionio e l’Adriatico. Il tracciato è percorribile in qualsiasi periodo dell’anno.

 

PUNTI FORTI:
● Lecce ed il suo splendido centro storico
● Sternatia, centro dell’area greco-salentina
● L’affascinante Otranto
● Le meravigliose e selvagge coste salentine
● Santa Maria di Leuca e Finibus Terrae

 

GIORNO 1
LECCE
Arrivo a Lecce, sistemazione in b&b e visita del centro storico. Pasti liberi.

 

GIORNO 2

LECCE – SAN CESARIO – STERNATIA (22 KM)
E’ Porta Napoli a Lecce il punto iniziale del Cammino del Salento, primo timbro sul Passaporto del Pellegrino. Porta Napoli è un arco di trionfo che segna l’entrata nel centro storico della città, dove si potrà ammirare il Palazzo dei Celestini e la Basilica di Santa Croce, piazza Sant’Oronzo e l’Anfiteatro romano, Chiesa Santa Chiara e Porta San Biagio. Usciti dalla città, tramite vie secondarie, si arriva a San Cesario, con le sue distillerie e il Palazzo Ducale con il frontale ricco di statue mitologiche. Prima di raggiungere San Donato di Lecce si incontra la Cappella Madonna della Giggiola, nel bel mezzo della strada! Fra palazzi nobiliari, pagghiare e menhir alle porte di Galugnano, uno scorcio di medioevo rimasto quasi inalterato: la chiesa della Madonna della Neve. Procede il nostro cammino fino a Sternatia, il paese dell’area greco-salentina con la più alta percentuale di parlanti griko, l’antico idioma ellenico. Da vedere il palazzo baronale Granafei, il frantoio ipogeo e la Porta Filia: attraverso questa porta si svolgono i riti principali della vita degli abitanti del paese ed essa è carica di significati legati alla tradizione e la vita sociale degli sternatesi. E’ usanza, infatti, che il giorno del matrimonio entrino le spose con il corteo nuziale ed è usanza anche che, sempre attraverso di essa, escano i morti, con il corteo funebre, all’epilogo della vita. Pasti liberi.

 

GIORNO 3
SOLETO – GALATINA – CORIGLIANO D’OTRANTO (20 KM)
Il cammino continua con Soleto e la sua Chiesa di Santo Stefano, esempio di convivenza tra Salento e Oriente, e la guglia di Raimondello Orsini, la più famosa del Salento. A fine tappa si arriva a Galatina, visiteremo la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, dichiarata monumento nazionale nel 1870. Seguendo il percorso segnalato con adesivi e frecce a terra, verso Corigliano d’Otranto, ammireremo il bellissimo castello, l’Arco Lucchetti, palazzo Comi, la Chiesa Matrice con il mosaico pavimentale, la cappella di San Leonardo. Pasti liberi.

 

GIORNO 4
CORIGLIANO D’OTRANTO – MELPIGNANO – CURSI – SANTUARIO DI MONTEVERGINE –
GIURDIGNANO – OTRANTO (27 KM)
Continuando il cammino si raggiunge Melpignano, vedremo la Chiesa e Convento degli Agostiniani, il Palazzo Marchesale, i Portici di Piazza San Giorgio. Tramite strade di campagna si raggiunge Cursi, passando vicino le cave dove si estrae la famosa pietra leccese. Qui si può ammirare il Palazzo Maramonte. Proseguendo per 7 km, su una collinetta, si trova il Santuario di Montevergine: l’origine del Santuario e il culto per la Beata Maria di Montevergine si deve all’apparizione della Madonna ad un pastorello che aveva perso il suo coltellino mentre stava intagliando un ramoscello. Si raggiunge Giurdignano, il giardino megalitico d’Italia. Si trova lungo il cammino segnalato il menhir San Paolo, il menhir San Vincenzo, la cripta San Salvatore (visitabile con supplemento di 3€). Attraverso la Selva del Turchese e la Valle dell’Idro, lungo il Sentiero delle Memorie, si passa la chiesa rupreste Sant’Angelo, l’ulivo millenario e la sua grotta, i resti di un’antica colombaia, arrivando infine a Otranto con il suo centro storico, la Porta Alfonsina, la Cattedrale col suo famosissimo mosaico pavimentale, la Chiesa di San Pietro, il Castello Aragonese. Finalmente il mare Adriatico, che sarà il nostro compagno no la ne del Cammino del Salento. Pasti liberi.

 

GIORNO 5
OTRANTO – SANTA CESAREA TERME (22 KM)

Inizia la parte più naturalistica del Cammino. Seguendo il percorso segnalato, tramite un trekking costiero mozzafiato, si raggiunge la torre del serpe, masseria orte, il laghetto ex cava di bauxite, il faro palascìa (punto più a est dell’Italia), torre Sant’Emiliano, fino a Porto Badisco, il primo approdo di Enea, descritto nell’Eneide di Virgilio: l’eroe vi avrebbe fatto scalo nel suo viaggio in Italia dopo la fuga da Troia. Dalla sabbia, sul lato sinistro, si nota un singolare fenomeno: affiora acqua dolce che si trasforma in un piccolo rigagnolo lungo pochi metri prima di finire in mare. E’ una sorgente, uno degli ultimi rami del fiume sotterraneo in cui convogliano le acque della Valle dei Cervi. Il mare di Porto Badisco è ricchissimo di gustosi ricci marini ed altre prelibatezze che si possono assaggiare nel bar del borgo oppure nei vicini ristoranti. Tramite sentieri si arriva infine a Santa Cesarea Terme dove si può ammirare la Chiesa Madre del Sacro Cuore, le scritte in ebraico sulla facciata della Porta d’Oriente, Palazzo Sticchi. Pasti liberi.

 

GIORNO 6
SANTA CESAREA TERME – MARINA SERRA (23 KM)
Proseguendo lungo il Cammino del Salento segnalato, raggiungiamo Castro col suo castello, scendiamo fino a Castro Marina e tramite un percorso su scogli bassi raggiungiamo una insenatura con sorgenti di acqua fredda, la cala dell’Acquaviva, ai piedi della serra di Marittima. Si prosegue tramite il sentiero natura belvedere, il sentiero serra del mito, passando la torre del sasso e le sette pajare e arrivando a Tricase porto, premiata con le 3 Vele di Legambiente. Proseguiamo in direzione Marina Serra, famosa per la sua piscina naturale. Pasti liberi.

 

GIORNO 7
MARINA SERRA – SANTA MARIA DI LEUCA (22 KM)
Percorrendo il sentiero del nemico si arriva al Palazzo Baronale Serani-Sauli di Tiggiano, dal cui cortile principale si accede a uno splendido giardino mediante un ingresso a tre arcate, con una balaustra, che conduce al frutteto e al bosco. Si arriva poi a Corsano con il suo Palazzo Feudale Capece, per poi proseguire verso Marina di Novaglie, con le sue torri costiere e grotte accessibili dal mare. Tramite il Sentiero delle Cipolliane, sulla linea di conne tra la terra e il mare, lungo un paesaggio mozzafiato a picco sul mare si arriva all’ insenatura del Ciolo. Ad unire le due sponde più alte delle rocce, c’è un grande ponte (Ponte Ciolo), a 40 metri dal livello del mare. Tramite delle scalinate si raggiunge la piccola spiaggia. Dal Ciolo si raggiunge Gagliano del capo tramite un percorso disseminato di grotte e falesie. Proseguendo si raggiunge l’Erma Antica, dove si può effettuare il rito delle pietre degli antichi pellegrini. Camminando ancora ci troveremo ai piedi della cascata monumentale di Santa Maria di Leuca: 284 gradini vi separano dal Santuario de Finibus Terrae, meta finale del Cammino del Salento. Pasti liberi.

 

GIORNO 8
SANTA MARIA DI LEUCA – FINE
Dopo la colazione, fine dei servizi e partenza per le proprie destinazioni.

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE IN CAMERA DOPPIA PER PERSONA

MINIMO 6 PARTECIPANTI a partire da €490

LA QUOTA COMPRENDE: ★ passaporti del pellegrino, timbrati a ogni tappa uffciale ★ accoglienza all'arrivo e consegna materiale cartaceo ★ 7 pernottamenti in camera doppia o matrimoniale (6 colazioni) ★ accompagnatore ★ auto di emergenza ★ descrizioni dettagliate del percorso, mappe, tracce GPS ★ trasporto bagagli tra le tappe (uno per persona) ★ assicurazione responsabilità civile ★ visita di un frantoio ipogeo e di un museo della civiltà contadina LA QUOTA NON COMPRENDE: ★ viaggio per raggiungere le località di arrivo e partenza ★ le visite e gli ingressi - le mance ★ gli extra di carattere personale ★ eventuali tasse di soggiorno ★ tutto quanto non specicato sotto la voce “la quota comprende” ★ pranzi (al sacco) e cene

 

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